Osteoporosi, previenila così….

C’è una minaccia che incombe sulla nostra struttura ossea,l’osteoporosi! Previenila così……:

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L’osteoporosi è una minaccia silenziosa per la salute delle ossa e per le casse dello stato. Questa malattia colpisce, in Italia, 4,5 milioni di donne e 1,5 di uomini.

OSTEOPOROSI: LE ZONE PIU’ A RISCHIO DI FRATTURA

Il polso:

Questa frattura interessa, sopratutto, le donne di età tra i 55 e 60 anni ed è spesso conseguenza di una perdita di equilibrio, infatti, per cercare di attenuare la caduta si portano le mani in avanti e il polso, già piuttosto fragile, può fratturarsi.

Le vertebre:

Sono la parte più colpita dall’osteoporosi e, sopratutto, se la malattia non viene curata subito, è sufficiente un movimento brusco, come alzare un peso (es. busta della spesa) per causare fratture dolorose e altamente invalidanti.

Il femore:

Colpisce gli anziani (soggetti più a rischio di osteoporosi) ed è una frattura temibile perchè può lasciare serie conseguenze. Spesso, oltre alla momentanea perdita dell’autosufficienza, le fratture del femore, possono mettere in serio pericolo la vita del malato (30%-35% di decessi entro il primo anno e del 50% entro il secondo anno dalla frattura).

Più a rischio le donne:

Le donne sono più le colpite dall’osteoporosi. Dai 40 anni in poi, cioè il periodo della pre-menopausa, vanno incontro ad una diminuzione del della quantità di minerale. Con  la menopausa, si ha una notevole perdita di massa ossea, dovuto a un calo nella produzione di estrogeni, ormoni che hanno anche il compito di stimolare il metabolismo osseo e ostacolare la perdita di massa delle ossa.

CONOSCERE LA SALUTE DELLE OSSA

L’esame con cui si valuta la densità dell’osso e quindi, eventualmente, il livello di osteoporosi e cioè la concentrazione di calcio nel tessuto, è la MOC Mineralometria Ossea Computerizzata). La prima MOC, che effettueremo, permette di conoscere la situazione in merito, mentre, le successive, fatte dopo 2 o 3 anni, valutano se c’è stata una perdita di tessuto osseo e quindi un inizio di osteoporosi o un aggravamento della stessa. In base al risultato, si interviene sull’alimentazione e sulle abitudini di vita, consigliando una dieta ricca di alimenti che contengano calcio o con i farmaci. Si tratta di un esame rapido, non doloroso e non invasivo, basato sul passaggio di un piccolo fascio di radiazioni attraverso l’osso. Un computer poi esegue una misurazione e calcola la quantità di calcio presente e la densità dell’osso.

L’IMPORTANZA DEL CALCIO

Il calcio è la sostanza di cui è composto quasi completamente lo scheletro. Poichè le ossa vengono continuamente rinnovate, questo minerale è indispensabile tutta la vita e l’organismo lo ottiene dai cibi. La quantità necessaria da assimilare ogni giorno, in base all’età e a particolari condizioni, si indica come “fabbisogno quotidiano“. Tuttavia, in Italia, come nel resto d’Europa, l’alimentazione media non sempre soddisfa questo fabbisogno.

Il calcio è contenuto, soprattutto, nel latte e nei suoi derivati, come yogurt e formaggi, soprattutto stagionati. Inoltre, è presente in altri alimenti, anche se in quantità inferiori, come frutta secca e legumi, molluschi e crostacei, uova, verdura a foglia, cereali e carne. Il problema  del calcio, come del resto con altri minerali indispensabili all’organismo, non è la quantità totale ingerita, ma quella che viene assorbita: non tutto il calcio assunto con gli alimenti, infatti, può essere utilizzato. Si dice, quindi, che non è completamente biodisponibile.

LA VITAMINA D

Le sue funzioni sono molte, ma quella più importante riguarda le ossa. Infatti, favorisce l’assorbimento del Calcio da parte dell’organismo, partecipando alla mineralizzazione dello scheletro. Recenti ricerche, hanno messo in evidenza bassi livelli di vitamina D nella popolazione anziana. Senza la vitamina D, il calcio non viene assorbito a livello di stomaco e intestino, le ossa si indeboliscono e aumentano le possibilità di fratture. Ecco perchè, è fondamentale conoscere i livelli di vitamina D nel sangue.

Oltre alla vitamina D, è necessario, anche, un grammo di Calcio al giorno, ma si tratta di un obiettivo, non sempre facile da raggiungere, specialmente per le persone intolleranti al latte e ai suoi derivati.

Dove si trova

Purtroppo, i cibi che contengono una certa quantità di questa preziosa sostanza sono pochi e insufficienti a coprire il fabbisogno dell’organismo. L’unico integratore naturale di vitamina D è l’olio di fegato di merluzzo. Tra gli alimenti che contengono maggiori percentuali di vitamina D, ci sono, soprattutto i pesci grassi, come aringhe, sgombri, tonno, salmone, sardine e alici, mentre in minor quantità si trova nell’albume delle uova e nel fegato. In certi paesi, sono in vendita, alimenti “fortificati”, cioè, con un’aggiunta, artificiale, di vitamina D o di altri componenti essenziali alla dieta, come il calcio. In Italia, questo tipo di alimenti è presente soprattutto nei prodotti per l’infanzia, come pastine e biscotti.

I FARMACI

Nell’osteoporosi, hanno lo scopo di limitare la perdita tessuto e di ricostituirlo almeno in parte quando la perdita è stata molto significativa. Vanno scelti caso per caso a secondo della situazione di salute della persona. La terapia per l’osteoporosi si può dividere in due gruppi di farmaci:

Farmaci anabolizzanti

Tra cui il Teriparatide che agisce a livello del metabolismo degli Osteoblasti (cellule dedicate alla costruzione dell’osso), e il Raloxifene che stimola il recettore dell’estrogeno per incrementare l’attività metabolica (ormai dall’utilizzo molto limitato).

Farmaci antiriassorbitivi

Tra cui i bifosfonati come l’Alendronato, che servono a ricostruire la massa ossea, sia nella parte compatta (osso corticale) sia in quella spugnosa (osso trabecolare), grazie alla loro capacità di “legare” il calcio. La cura dura due o tre anni, o anche più, in base alle necessità di ogni persona, e sono indicati sia per le donne che per gli uomini. Il Denosumab è anch’esso un farmaco antiriassorbitivo in quanto agisce sugli Osteoclasi (cellule deputate al riassorbimento dell’osso).

Leggi anche: Osteoporosi (News)

LA CHIRURGIA

Nel caso in cui, la terapia farmacologica risulti insufficiente, può intervenire la chirurgia: le fratture vertebrali, possono essere trattate con un’iniezione di cemento biocompatibile (vertebroplastica). Si tratta di un intervento che si effettua in anestesia locale. Altro metodo rapido e mininvasivo , per il trattamento delle fratture vertebrali, è la “Citoplastica con palloncino” che riduce il periodo di recupero. Mentre, le fratture del femore, a secondo del livello del femore fratturato, possono essere trattate con mezzi di sintesi metallici o con una protesi.

PAROLA D’ORDINE: MOVIMENTO….

Camminare, salire e scendere le scale: questa è l’unica ricetta davvero valida per prevenire il blocco delle articolazioni e le fratture quando gli anni avanzano. Ma per rallentare l’isorgenza dell’osteoporosi e proteggersi dai disturbi di ossa, muscoli e articolazioni, è necessario cominciare sin da quando si è giovani a seguire le buone abitudini. Fin da ragazzi bisognerebbe abituarsi a dedicare, almeno,  2-3 ore alla settimana al movimento. Gli sport da preferire sono tutti quelli che portano a un carico del peso del corpo sulle ossa, per stimolare il tessuto osseo a irrobustirsi. Oltre alle persone sedentarie, gli effetti negativi di una mancanza di movimenti sono stati notati anche negli astronauti, costretti a stare a lungo in condizioni di assenza di gravità.

Quali sport preferire?

L’esercizio fisico va adattato all’età e alle condizioni fisiche; per le gestanti e gli anziani, va bene la passeggiata tranquilla, per gli adolescenti e i giovani l’attività sportiva libera. L’importante è che sia quotidiano e di almeno un’ora al giorno; meglio se è in parte isometrico, cioè se mira non tanto a spostamenti nello spazio (alzare le braccia, fare torsioni ecc.) quanto a esercitare uno sforzo contro una resistenza (per esempio, con gli attrezzi). Basta, anche, una semplice passeggiata, a patto di camminare a passo sostenuto per almeno mezz’ora di seguito. Inoltre, l’esercizio fisico è utile a mantenere tonici i muscoli e, di conseguenza, diminuisce anche il rischio di cadute, che per le persone con l’osteoporosi, sono un fattore di rischio di fratture.

IL SOLE NOSTRO ALLEATO

La vitamina D non deriva, esclusivamente, dall’alimentazione, ma viene prodotta, in parte, anche dal nostro organismo, in quanto, il corpo, trasforma un precursore della vitamina D in forma attiva. Questa trasformazione avviene quando la pelle viene esposta ai raggi solari che, a contatto con la pelle, causano una reazione chimica che ha come risultato la formazione della vitamina D. Ecco perchè è importante esporsi al sole durante l’estate: si dà modo all’organismo di produrre la preziosa sostanza e di fare scorte sufficienti per l’inverno, anche in relazione dell’incidenza dei raggi solari che varia con la latitudine. In particolare, gli anziani sono i soggetti più esposti alla carenza di vitamina D, in quando si espongono meno ai raggi solari, rispetto ai soggetti più giovani.

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